CARMINA MACARONICA SELECTA

"Quid contentandum nisi contentamus amigos? / Hoc mihi servitium facias, tu deinde comanda, / nam, giandussa mihi veniat in culmine nasi, / ni pro te posthac Paradisos mille refudem", Baldus, V, 9, 295-298

domingo, 18 de enero de 2026

LA MERLA DI CIPADA, n. 2, Gennaio 2026. Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai"

 


La Merla di Cipada


a cura di José Miguel Domínguez Leal e Otello Fabris


2.2026, Gennaio



• L’Associazione in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi

• Promettente avvio della Scholetta macaronica

• Istituzione Premio Giornalistico “T. Folengo”

• Programma del 25 Gennaio, Giornata della Merla


• Giovedì 15 gennaio, con la sala Rossini gremita di pubblico, è stato presentato l’esito dell’impegno degli Amici nella realizzazione dell’edizione del manoscritto di Anonimo Padovano del sec. XV, edito per cura di Marina Scopel con un contributo di Otello Fabris su Padova macaronica.

Emozione non espressa, quella di tenere la presentazione proprio alle porte del Bo, per i cui frequentatori, docenti e studenti, ha lavorato il nostro Anonimo.

Sull’eccezionalità del documento – intendo il manoscritto di Sheffield - abbiamo già parlato. Ora non rimane che leggerlo e studiarlo e sperimentarne i contenuti. Gli Amici ci terranno informati sugli esiti dei loro tentativi.

A condurre la serata è stato il maestro pasticcere Francesco Biasetto, Campione del Mondo di pasticceria. Ha introdotto la serata, con grandissima competenza, l’Assessore alla Cultura della Città di Padova Andrea Colasio. E’ stato presente, con gli autori, Danilo Gasparinidocente al Corso di Laurea in Scienze e Cultura della Ristorazione e della Gastronomia dell’Università di Padova. Al tavolo dei relatori i rappresentanti degli sponsors Francesca Furlan, della direzione marketing di Despar – sponsor dell’edizione - e Federica Trevisansua collega, responsabile degli acquisti locali e microlocali per la medesima azienda. Mia ex allieva e una dei “nostri”!

• Sabato 17 parte la prima “Experientia” della Scholetta macaronica. E’ stata aperta una lista d’attesa per una replica della prima lezione, già prevista per il successivo sabato 24 gennaio. La seconda “Experientia“ avrà come protagonista a febbraio il broccoletto bassanese, sulla scorta della narrazione folenghiana e della tradizione veneta. Per non tediare i soci non interessati alle proposte gastronomiche, abbiamo realizzato una chat apposita, a cui chi vuole può chiedere l’inserimento.

·  PREMIO GIORNALISTICO DEDICATO A TEOFILO FOLENGO. Prima edizione

A) Finalità

L’ Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani “Amici di Merlin Cocai” istituisce un premio giornalistico annuale dedicato a Teofilo Folengo allo scopo di valorizzare il giornalismo culturale vicino a questo religioso del Rinascimento, monaco e poeta poliedrico, ironico, geniale e moderno, in un’epoca storica in cui la chiusura delle istituzioni culturali verso il mondo legato alla lingua latina ha rappresentato l’abbandono della letteratura classica, fondamento della civiltà occidentale. Il salvataggio di questo patrimonio dalla totale dispersione fu operato con grandissimo e illuminato impegno proprio dalle comunità dei monaci benedettini di cui Folengo faceva parte. Il suo Liber Macaronices rappresenta l’ultimo grande tentativo di mantenere la dignità letteraria di questa lingua, sia pure mescolata sapientemente ai nascenti volgari attraverso l’ibridazione macaronica, ottenendo virtuosismi letterari insuperati.

L’ Associazione, impegnata da quasi 35 anni nella valorizzazione dell’opera folenghiana, intende con questo Premio gratificare quei giornalisti che maggiormente, dal 1991 ad ora, si sono impegnati a sostenere, attraverso un’informazione attenta e partecipata, l’assiduo lavoro svolto dai folenghiani sia a livello popolare che accademico. Ma anche vuole riconoscere al giornalismo la grandissima funzione di argine alla deriva culturale in cui si sta muovendo il mondo contemporaneo.

B) Il Premio

L’Associazione ha ritenuto di premiare donando a chi scrive lo strumento principale per poter esprimere la propria fantasia: una penna.

Non una qualsiasi, ma una penna istoriata, prodotta e donata da Penne Montegrappa, azienda artigiana di grandissimo prestigio, le cui creazioni sono ricercatissime anche dal collezionismo.

Una panoramica esaustiva sull’azienda si può trovare su https://www.montegrappa.com/it/.

Questo esemplare, una Elmo 01, si caratterizza per la semplicità e l’eleganza della classica penna da lavoro. In materiale nero – il colore dei benedettini – porta incise le iniziali del premiato e la dicitura “Premio T. Folengo”. L’astuccio riporta la dicitura: Alessandro Tich/ Premio giornalistico T. Folengo/ Prima Ed. 2026 / “Phantasia mihi plus quam fantastica venit...”

Questo verso macaronico è l’incipit del capolavoro del poeta, il Baldus. Le motivazioni della premiazione vengono riportate anche all’interno di una cornice creata dall’artista Mario Eremita.

C) La premiazione

La consegna del premio avviene l’ultima domenica di gennaio, alle ore 11,30 di fronte al famoso monumento sepolcrale del Folengo all’interno della chiesa del Monastero della Santa Croce in Campese. Successivamente si tiene in onore del premiato un pranzo di gala, ispirato da temi folenghiani, in un rinomato ristorante del luogo.

D) Il primo premiato

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione ha deliberato di assegnare il premio della prima edizione al dott. Alessandro Tich, bassanese di origine fiumana, per l’assiduità e la partecipazione con cui egli ha manifestato, con competenza e spirito divertito e ironico, la sua costante attenzione al Progetto Merlin Cocai, sia attraverso le pubblicazioni sul blog Bassanonet.it, sia nelle precedenti esperienze televisive e giornalistiche. Ha partecipato inoltre alla vita associativa: il suo nome è stato presente per qualche tempo nel Liber Amicorum dell’Associazione.

E) Le formalità

E’ possibile concorrere al Premio presentando richiesta al Centro di Documentazione Folenghiana di Campese dell’Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani “Amici di Merlin Cocai”

(Monastero della Santa Croce, via IV Novembre, Campese, 36061 Bassano del Grappa), allegando i testi giornalistici pubblicati su qualsiasi mezzo d’informazione, dal 1991 ad oggi. Questi materiali saranno comunque raccolti in fascicoli e conservati presso il Centro di Documentazione, a disposizione della consultazione e a memoria futura.

E’ anche possibile che il Consiglio Direttivo, che consulterà e valuterà il materiale prodotto, proceda motu proprio a designare i futuri assegnatari del Premio.

F.to: Otello Fabris, Socio Fondatore; José Miguel Domìnguez Leal, Presidente


·  Programma del 25 gennaio, Giornata della Merla.

Ore 9,30 Campese, Monastero della Santa Croce: Apertura della campagna associativa al Centro di Documentazione Folenghiana

Ore 10,30 S. Messa (facoltativa)

Ore 11,30. Visita guidata al monumento folenghiano nella chiesa della Santa Croce di Campese.

Ore 11,45 Consegna del primo Premio Giornalistico “Teofilo Folengo” al giornalista Alessandro Tich. Partnership Penne Montegrappa.

Ore 12,30. A tavola con Merlin Cocai presso Villa Damiani Trevisani, in onore di Alessandro Tich. Con la partecipazione dell’attore Pino Costalunga e le musiche rinascimentali di Concentus Campesanus di Beppe Calamosca e Florindo Gazzola.

Brindisi alla nascita di Merlino, allevato dalla merla.

A tavola con Merlin Cocai: I piatti del monastero e le tartuffole del Grappa

nella narrazione del micologo Pier Emilio Ceccon

Menu:

Aperitivo con vino di uva Duracina (Durello Spumante)

Frittelle da Imperatore magnifici (Frittelle di formaggio) con crema di tartufo nero

Tortino di zucca con tartufo nero

Prosciutto di spalla di porco cotto nel fieno e fava menata

Macaroni alla Merlin Cocai “ botyro e caseo compaginati ” ( Gnocchi di pane con burro, formaggio e aggiunta di tartufo nero)

Rosso di uva Groppella

Arrosto di pollo ripieno di nocciole e zenzero secondo la Doctrina Cosinandi di Merlin Cocai

Minestra di fagioli della benedettina Ildegarda di Bingen

Composta di rape e altre radici con fiori di finocchio

Malvasia moscatella dolce

Testa di monaco, tortino con frutta secca, e salsa di arance

Ore 14,30: In chiusura: Gioco della Merla

Gioco a estrazione di fine tavola realizzato sul modello del Gioco Romano detto della Pissota, ma basato su figure e personaggi tratti da xilografie cinquecentesche di un’edizione delle Macaronee folenghiane. Vengono messe in palio cinque fantastiche incisioni sul tema realizzate appositamente e firmate dall’ artista Manuela Simoncelli. Altri premi “in natura”.


domingo, 11 de enero de 2026

LA MERLA DI CIPADA, n. 1, Gennaio 2026. Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai"

 


La Merla di Cipada


a cura di José Miguel Domínguez Leal e Otello Fabris


1.2026, Gennaio


A tutti gli associati i migliori auguri da parte del Presidente e del Consiglio per il 2026, anno che si preannuncia denso di iniziative a cui speriamo possiate partecipare in molti. Ve ne diamo una prima informazione.

• Iniziamo tuttavia ricordando la scomparsa avvenuta il 7 dicembre del nostro Vicepresidente e Delegato di Mantova Rodolfo Signorini, cofondatore degli Amici e fraterno amico. Alle esequie in Sant’Andrea, tra il folto delle presenze, è stata evidente la partecipazione della Compagnia dei Sacri Vasi, dell’Unione Goliardica Mantovana, degli Schutzen tirolesi, della Confraternita della Zucca Teofilo Folengo di Reggiolo di cui rivestiva la carica di Gran Priore. Per la nostra Associazione erano presenti, privi d’insegne, Otello Fabris, Gianni Cabrini, Teresa Gorrieri e Giampietro Salvaterra, che ringraziamo vivamente. Si apre ora il problema della sua successione alla guida della Delegazione Mantovana, a cui facevano riferimento gli associati della Lombardia.

• In attesa di notizie più precise anticipiamo che giovedì 15 gennaio si terrà presso la Sala Rossini del Caffè Pedrocchi di Padova la presentazione del volume Ricettario di Anonimo Padovano del sec. XV a cura di Marina Scopel. Come già spiegato il volume esce su iniziativa e impegno anche economico della nostra Associazione. Contiene inoltre il saggio di O. Fabris, Padova macaronica. La casa editrice Cierre ha fornito un certo numero di copie omaggio a copertura del nostro impegno: verranno distribuite gratuitamente ai primiassociati che rinnoveranno l’adesione per il 2026.

https://edizioni.cierrenet.it/volumi/ricettario-di-anonimo-padovano/

• Avviamo sabato 17 gennaio l’esperienza della Scholetta Macaronica di Cucina. Nella scia tracciata dal Macaronicorum Ristoratorum Baxanensium Collegium, nasce la Scholetta con l'intendimento di sviluppare il trentennale lavoro effettuato a partire dal 1991 nello studio e nella riproposizione delle grandi radici della tradizione gastronomica italiana, riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Attraverso laboratori pratici di stile famigliare, si arriva alla conoscenza dell'evoluzione della gastronomia italiana, a partire dalle fonti letterarie sinora note, in particolare dalla letteratura rinascimentale macaronica, fonte inesauribile di informazioni inedite e assolutamente sapide. Con molto piacere abbiamo già ricevuto le prime adesioni. Precisiamo che ai non associati verrà consegnata una tessera omaggio degli Amici di Merlin Cocai, in modo di favorire l’approccio alla nostra Associazione. Per le modalità di partecipazione: • Info@teofilofolengo.org 

Casa Fabris S. Eusebio, Bassano del Grappa Via Caduti di Cefalonia, 2 

Scholetta Macaronica di Cucina Sabato 17 gennaio 2026, ore 19,30

Experientia Prima - Dal grano al(lo) gnocco

In ciotola, dal laboratorio di cucina, portiamo in tavola: 

Macarones 

Sive pulmentum farina, caseo, botyro compaginatum 

Merlin Cocai, 1521 

(Gnocchetti di farina, al burro e formaggio di malga)

 Tria alla genovesa

 al sugo di cipolla e lagenaria

 longissima Anonimo Sec. xiii “della corte angioina”

 (Spaghettini di farina al sugo di cipolla e zucca bianca) 

Dai Gnocchi di Scappi ai Canederli

 In brodo vegetale

 (Gnocchi al pane, formaggio, farina, erbette e speck contadino) 

Caseus vetus

 “Caseus ingrossat sennum, dicit Pizzanfara doctor” (M.C.). 

“Caseus est sanus quem dat avara manus” (Schola Salernitana)

 ( Plateu de Fromages piquantes) 

Dulcamina varia (Dolcetti) 

Quota di partecipazione 35 €, tutto compreso 

Vini in abbinamento

• Il dott. Luciano Faverzani, Segretario Accademico dell’Ateneo di Brescia, invia notizia di un incontro interessante per la nostra migliore conoscenza dell’ambiente culturale in cui operava Folengo, massimo oppositore delle tesi bembiane : Venerdì 9 gennaio 2026, alle ore 17.30 presso la sede storica di Palazzo Tosio MARIO PIOTTI (ACCADEMICO – UNIVERSITÀ DI MILANO) parlerà sul tema: «il nostro M. Emilio legge loro il Petrarca e anco le mie prose». Bembo a Brescia nel CinquecentoPartecipazione da remoto con collegamento a:https://us06web.zoom.us/j/89485356058pwd=AoAAmgXtfFVUjqXiBBqjY1IiVmkQ4y.1

• Domenica 25 gennaio sarà probabilmente la più importante giornata del nostro anno associativo per una straordinaria “Giornata della Merla”, di cui invieremo i dettagli in un prossimo notiziario. Contiamo molto sulla vostra partecipazione.

• Il nostro socio spagnolo Adolfo Alcoba Alcoba a pubblicato il saggio "La rabia en Filúmeno de Alejandría" nella rivista CLASSICA BOLIVIANA, Revista de la Sociedad Boliviana de Estudios Clásicos/XIV, pp. 177-188. Porgiamo i nostri complimenti a nostro caro associato, specialista nella lingua greca antica e moderna.

• Entrano nella Biblioteca T. Folengo i seguenti lavori:

Folke Gernert, Traitement de la matière ovidienne: la métamorphose en oiseau dans le Baldo ( Séville, 1542), Lyon, Université Jean Moulin, 2005.

Folke Gernert, El Baldo (1542): cuarta parte del ciclo del Renaldos de Montalbán, Madrid, Università Autònoma de Madrid, 2002.




sábado, 6 de diciembre de 2025

LA MERLA DI CIPADA, n. 3, Dicembre 2025. Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai"

 


La Merla di Cipada

      a cura di José Miguel Dominguez Leal e Otello Fabris

3. 2025, Dicembre


Sommario:

Addio al socio Momi Zanchetta e a al Socio Onorario Luigi Bonatto

Decisioni del Consiglio

Nuove acquisizioni per il Centro di Documentazione

Don Sartori vende a Mantova rarissima copia della Cipadense

Allievo del Macaronicorum Collegium vince Leccarda d'Oro 2025

Una serata macaronica a Padova, nella casa di Tifi degli Odasi: Semper in Canevis con Tonietto

• Con molta mestizia i soci bassanesi hanno dovuto lasciare uno degli Amici che più lungamente hanno seguito le nostre attività negli ultimi trent'anni: Girolamo Momi Zanchetta, che fu mio professore di matematica al Collegio Graziani.

Contemporaneamente, è toccato a Luigi Bonotto, mio compagno di studi, recentemente nominato Socio Onorario “per le benemerenze conseguite come promotore di dialoghi con gli artisti dei movimenti delle avanguardie novecentesche culminati in produzione di eventi e testi che hanno sottolineato a livello internazionale il ruolo di precursore di Teofilo Folengo.” In particolare, gli artisti coinvolti sono stati: Nanni Balestrini, Giovanni Fontata, William Xerra, Ben Vautier, Lello Voce, Claudio Francia, Lamberto Pignotti e altri.

• Il Consiglio Direttivo si è riunito recentemente sotto la presidenza di J.M.Domínguez Lealsinteticamente riportiamo le decisioni:

1. Quota associativa 2026 invariata, con supplementi volontari. Strenna: la seconda edizione di Bino Rebellato, Il mio Folengo - in dialetto veneto – con corredo di sette incisioni folenghiane realizzate da Manuela Simoncelli. In alternativa si può chiedere Ricettario di Anonimo Padovano del sec. XV a c. di Marina Scopel con un contributo di Otello Fabris fino a disponibilità.

2. Organizzazione di una commemorazione del 500° anni dell'edizione di Orlandino, con la riproposta della nostra ristampa anastatica della cinquecentina, un convegno di studi verso fine anno (sarà dedicato all'illustre studioso Mario Chiesa, autore di una magnifica edizione critica), un concerto sulle musiche citate da Folengo, una mostra Bibliografica presso la Biblioteca Teofilo Folengo, un recital di brani selezionati. Serata conviviale studiata sui temi di Orlandino. E' già iniziato il lavoro di organizzazione.

3. Edizione dell’edizione di Guarino Cappello sarsinate di Macaronea in CabrinumSarsina, Soncino, 1526. Anche questa cade in occasione del 500° e il suo particolare interesse è rappresentato dal fatto che l'autore è un contemporaneo di Folengo.

4. Avvio della Scholetta Macaronica di cucina con il nuovo anno.

5. La sede di Campese sarà aperta per spedizioni e acquisti di Natale il 7, il 14, e il 21 mattina, dalle 9,30 alle 12 circa.

Leccarda d'Oro 2025: i candidati (complessivamente 30) da noi segnalati hanno avuto buon esito, anche grazie al sostegno dei nostri associati, a cui siamo grati. Il vincitore è risultato Giuliano Battistuzzi, chef di Ca' Nardello, del Macaronicorum Collegium; Viero Gianico, di Agriturismo Colalto, Ballardin Claudio, Ristorante da Beppino, a suo tempo collaboratore di A tavola con Merlin Cocai. Primo premio nella categoria ricercatori escrittori a O. Fabris, candidato dall'Accademia dello Spiedo e del Toresan di Breganze .

• Il Premio Eccellenze Venete 2025 è andato al volume di Graziano Lazzarotto, Otello Fabris, La sopressa insaccato nobile. Origine, storia, Vittorio Veneto, De Bastiani, 2025. Il volume contiene ampie citazioni sugli insaccati tratte dagli autori macaronici di varie epoche.

• Nuove acquisizioni per la Biblioteca T. Folengo: Ricettario di Anonimo Padovano del sec. XV a c. di Marina Scopel con un contributo di Otello Fabris; Stefano Tonietto, Le edizioni illustrate delle Macaronee folenghiane nel Cinquecento, Giornale della Dedica e altro, 19.2025; Otello Fabris, Inventare, progettare e produrre gastronomia dalla storia,Università di Padova, AA 2012-2013; Graziano Lazzarotto, Otello Fabris, La sopressa insaccato nobile. Origine, storia, Vittorio Veneto, De Bastiani, 2025.

Stefano Zulian, grande esploratore d'archivi, ci ha inviato foto del ritaglio di stampa conservato dal giornalista e tipografo bassanese Silvestrini in cui la Gazzetta di Mantova esulta per l'acquisto effettuato dalla Biblioteca locale della copia della Cipadense venduta per una cifra esigua dal parroco di Campese don Francesco Sartori. Folengo è morto mentre lavorava qui sulla revisione della Cipadense – lavoro rimasto incompleto all'VIII libro e pubblicato postumo come “Vigaso Cocaio” ed è molto probabile che la sua copia venduta da Sartori fosse stata proprio questa.

• La sera del 2 dicembre 2025 a Padova, nel palazzo di Via Patriarcato che appartenne nel Rinascimento alla famiglia Odasi e nella quale Tifi Odasi fece testamento nell'ottobre 1492, si è svolto un evento privato promosso dal proprietario Dott. Pietro Angi: una serata macaronica intitolata Semper in canevis - Ricordando Tifi Odasi, alla quale ha partecipato un nutrito gruppo di amici del cortesissimo padrone di casa, tra cui alcuni giovani dell'Ordine goliardico del Piron

In un'antica cantina, tra bottiglie di vino rosso, il Luigi Cerantola (che già fu presente nel Liber Amicorum) ha rievocato i dibattiti sulla lingua che accompagnarono nel XV secolo la nascita del macaronico, leggendo poi un brano della Macharonea di Tifi tratto dalla descrizione del voracissimo dottor Paolo Vicentino; non è mancato poi l'omaggio al genio di Teofilo Folengo, con la lettura commentata da parte del nostro socio Stefano Tonietto dialcuni versi dal Baldus (l'episodio della vendita di miele "non purissimo" allo speziale). Tonietto è stato poi invitato a leggere qualche esametro della sua composizione Internetis laudes, scritta nell'intento di dimostrare che il macaronico può essere aggiornato ai tempi e ai nuovi linguaggi del XXI secolo: il pubblico ha molto gradito l'attualizzazione di terminioggi alla moda come Like (reso con Placet), News (Novellae) o Selfie (Sestessulum) e l'intonazione satirica del testo. 

Con la declamazione di versi dalla Zanitonella (tradotti in rime italiane) e la degustazione di ottimi vini la serata si è conclusa in allegria. Emozionante soprattutto la sensazione di trovarsi in un luogo "sacro" alla storia del macaronico, che essendo di proprietà privata è stato a lungo chiuso alla maggior parte degli stessi padovani.

• Questa sera (venerdì 5) una nostra rappresentanza sarà alla Biblioteca Civica di Rosà che compie il suo 60°. Nell'occasione, il giornalista Gian Domenico Cortese, che già onorò il nostro Liber Amicorum, fa dono della sua biblioteca gastronomica (2200 titoli), che comprende anche buona parte delle nostre pubblicazioni, a cui faremo eventuali integrazioni.

• Segnatevi come tappa d'obbligo il 25 Gennaio 2026, Giornata della Merla, per l'apertura del nuovo anno sociale. E' domenica e a mezzogiorno faremo la nostra prima riunione conviviale a Villa Damiani Trevisani a Campese. Nella prossima Gazzetta invieremo informazioni più dettagliate, ma segnatevi la data e ingaggiate i vostri amici. Fateli diventare Amici!

• Buon Natale a tutti! Il Presepio è argomento fondante di tutta la letteratura folenghiana.

Teofilo l'ha posto come modello alla travagliata “Humanità” di ogni tempo. Dalla nascita di Baldo a quella di Orlandino, al Chaos del Triperuno, ecc. Pensiamoci. Come disse Boccalo, il buffone prestigiatore: “...solo non pane potest homo vivere mundo"

sábado, 15 de noviembre de 2025

FRAGMENTOS DE MI TRADUCCIÓN DE "BALDO" DE MERLÍN COCAYO: De cómo Cíngar vio crecer de modo desmesurado e imparable su nariz, y de lo que les aconteció con el mago Serrafo (Baldus V, XXII, 438-601)


 


Habla Falchetto: “larga es esta fila de gente,

Paréceme de cierto la procesión de los brujos.

Hoy es día de brujas, y la parada del jueves.                      440

A Demogorgon van, y de la cabalgata a la reina.

No tengo, empero, ninguna certeza; pregunta, Boccalo.”

“No lo haré –Boccalo responde-; hazlo tú mismo.

Tentar la suerte hartas veces a muchos les daña.

“Cuando el perro duerme, no lo sacudas del sueño””.       445

Apenas esto dijera, hete que el último pasa,

montando a espuela una jaca muy desmejorada,

es decir, sobre el lomo de grande y gorda cubeta,

y mientras pasa por entre espadas desenvainadas,

de Cíngar tocó la nariz con la punta del dedo gordo;         450

esto hecho lanza a rienda suelta la cuba.

Presto diose a la vista cosa bien admirable:

Hete que la nariz de Cíngar a hincharse comienza,

Como cuando se llena de aire vejiga de puerco.

Y ya hacia abajo tirando, hasta el mentón descendía,        455

y ya el pitorro agudo de un alambique parece,

con el que destila el especiero bocales de agua.

Estupefacto queda Cíngar, palabra no dice;

pensando que se tratase de ignoto engendro o una sombra,

y con la mano de eso queriendo guardarse, urtose             460

tal narizota, que larga ya el terreno araba.

“¡Ay de mí! –exclama-, ¿qué manguera es esta?

¿de dónde me vino de improviso nariz desmedida?

¿veis, oh compañeros?¿de dónde tanto tamaño de napia?

¿de qué parte me viene la reina de las narices?                 465

¿acaso creciendo nariz al fin seré por completo?

¡ay, por amor de Dios, no dejad que ocurra, hermanos,

que tenga que acarrear el bulto de tan grande trompa!”

Baldo no puedo ser indiferente a la suerte de Cíngar:

“no temas –dice-, no llores; cortaremos aqueste               470

naso de un tajo, y volverá a su prístina forma”.

Y dice Boccalo: “no sabes, necio, nada de nada.

Yo en verdad te envidio el don de unas largas narices.

¿No podrás oler los melones estando derecho?

¿Te agacharás nunca más para oler amarillos melones?”  475

De esta ocurrencia Cíngar rió. “Paciencia –les dijo-,

ya me tiraréis de la napia como si búfalo fuese.

Mas como ésta más de treinta pies sobresale,

y se me enreda entre las piernas cuando camino,

es mi deseo ponerla alrededor de mi cuello,                     480

y usando de mi nariz formar una triple collera”.

Dicho y hecho; tres veces da vueltas su naso a su cuello.

Pero ya que crecía con flujo constante, pesaba

como un buey de Chïari,[1] y llevarlo más no podía

Cíngar con sus propios hombros, si no le ayudaban;       485

al punto Falchetto, con compasión de su amigo querido,

desenreda de aquél la nariz entera del cuello,

y carga el peso de la narizota sobre sus hombros,

al que, haciendo turnos, sus compañeros ayudan.

Hete que mientras venía a lo lejos el padre Serafo,         490

Y dos muchachos en fila lleva como compañía.

Uno era mulo, de padre griego nacido,

y de calabresa madre parido: ¡pensad, mis amigos,

qué mixtura de caldo, cuál de ensalada la mezcla!

Tahúr, glotón, timador, bandido, carne de horca.             495

¿Qué falta? Era estradiote[2]. ¿Algo peor yo diría?

Y como en las guerras es siempre la estradiótica usanza

Escaramuzas hacer, o bien provocar los combates,

para luego apartarse cuando se entra en batalla,

Picaestradiote o Picaguerra[3] es denominado.                  500

De esta ralea de hombres se sirve el cuidoso Serafo,

y pone en marcha con ésta empresas desconocidas,

conforme a aquello que una constelación le aconseja.

El otro un joven era, al que jamás en belleza

Narciso venciera, ni el propio José ganara en lo casto.    505

Éste no come nada de nada, mi mea, ni caga,

Sino que de amor se alimenta correspondido.

Bello, ama a bello, y es por un bello amante

amado, y jamás de los celos los dientes lo descuartizan,

pues por conjunción de los astros de ser amado seguro. 510

Esta divina índole place también a Serafo,

y egregias empresas emprende, según el momento requiere.

Era llamado Rubino, Ubaldo de sobrenombre.

Entonces Serafo sacó un libro guardado en el pecho,

y mientras lee, tres grandes ciervos presto acuden.    515

Bridas llevan como caballos y sillas al lomo.

Serafo ordena éstos montar y soltarles las riendas;

al tiempo espoleando con los talones y mudos,

concentrados trotan por entre silencios opacos,

vuelan de hecho, porque tres diablos los llevan.        520

A ciegas van, a donde los llevan los ciervos aquellos,

y en un cerrar de ojos a espaldas de Baldo estuvieron.

“¡Parad! –entonces dijo Serrafo-, ¡parad a los ciervos!

Hete que el yelmo de Baldo me ilumina las grutas.”

Entonces desmontan, y mándase marchar a los ciervos. 525

Luego piedras mágicas con abubillas grabadas

ponen todos en boca, y nadie verse se deja,

sino que invisible camina, y sombra no muestra.

Juntos, pues, se encaminan; otros ver les es dado,

Pero no ser vistos como marca natura.                            530

Entre la gente de Baldo gentilmente se meten,

donde mudos, tácitos, quedos y a todos ocultos

empiezan a manos mover, y a bromas hacer con los puños.

“¡Ea! –gritan todos-, ¿qué está pasando con esto?”

Serrafo riendo tira de una oreja a Boccalo;                     535

“¡Oh!-dice-, ¡ah! Quien tan indiscreto será que arrancarme

de la cabeza orejas… mientras decir “quiera tanto”

pretende, hete que en una nalga del culo le pican.

“¡Ah, carajo!¿vivir en paz no puedo?¡mil males,

Baldo, te vengan!; ¿a dónde en buen hora me has conducido?”  540

Picaestradiote luego una zancadilla le pone

l compañero Lirono, y en ésta tropieza y al tiempo

Cae a tierra, y cayendo se rompe una rodilla.

Hippol dice: “De nada sirve llevar una antorcha,

cuando hay algo que nos arrebata de ver la potencia.      545

Hete, Baldo, que cúbrenme de sonoras puñadas,

Y verlas en nada puedo; siento sólo los golpes.

Quizás, empero, te parecerá que estoy majareta”.

Dice así, y, rabioso, mientras Rubino le pega,

va, y empieza a tirar al viento sus puños cerrados,         550

y con los dientes y pies a pegar en las densas tinieblas.

Fracasso, picado por dondequiera, da patadas sin cuento,

y un campesino parece que en tiempo de estío descalzo

no puede librar sus piernas de unas moscas caninas,

o de los mosquitos defender su dura epidermis.            555

Serrafo de pronto a Fracasso del hombro quitole de Cíngar

la napia, y de acá para allá lo llevaba como a un ciego.

Éste grita: “¡Búfalo soy que tiran del naso,

y a dónde y quién me conduzca ignoro completamente!

¡Oh, gran maravilla sin duda los locos que en esto se meten!”  560

Quiere a éste Moschino ayudarlo, pero recibe

un pinchazo en el costado, y, retrocediendo,

se apresta a vengarse, y lanza una descomunal bofetada,

que tres dientes sacara de boca de las tinieblas;

mas rígida piedra golpea, y una señal se le queda                  565

conforme a la cosa batida, y justo premio recibe;

de hecho se sopla los dedos, como aquél acostumbra

que se abalanza a comer la polenta harto caliente.

Giuberto se vuelve de acá para allá en muchos momentos,

Mientras a puñetazos lo zurcen de ambos los lados.              570

y Filoforno trato tuvo parejo, y porrazos

mientras recibe extraños, a todas partes se vuelve.

Al fin, después de que ambas partes se solazaron,

Serrafo manda a todos que de sus bocas las piedras

saquen, y bien visibles quedaron a todos sus rostros.           575

¡Piensa si ríen y con corazón alegre disfrutan!

Reconociendo a Serrafo, honor, inclinado, le rinde

Baldo, y abraza a Picaguerra y al joven Rubino.

Luego suplica que otorgue (si algún poder en los libros

mágicos hay contra tamaño ardid de las brujas),                 580

quitar tan desproporcionada nariz de la cara de Cíngar.

Así responde Serrafo: “Si bien considero la cosa,

Cíngar yerra, y al propio bien no está atendiendo,

Si desprenderse pretende de napia tan bien dotada.

Si qué hacer no tuviera claro en su caletre,                         585

a su nariz haga tres, o cuatro, u ocho lazadas”.

Cíngar replica: “Padre Serrafo, me importa un pimiento

ser corto de mente o tener el cerebro de los mosquitos,

con tal que me quiten la carga de una nariz tan enorme.

¿Qué rinoceronte más narigudo que mi narizota?               590

Eh, por amor de Dios, a este pacto lleguemos:

Con vosotros llevad mi nariz y todo el cerebro,

sólo dejadme los dientes que tengo aún en la boca,

para poder comer; si no recuerdo, ¿qué importa?”

Entonces Serrafo, teniendo llena de no sé qué cosas        595

talega, extrae de ésta, como un cirujano

una ampolla de ungüento lleno de vis milagrosa.

Se moja ambas manos con éste, y luego refriega

el narizón levemente, y aprieta tirando hacia abajo,

Como apretar acostumbran aquéllos que vacas ordeñan. 600

Lentamente cae, al modo de vela candente,

que al cabo llega y a parvo moco se ve reducida.

Mientras despacio vuelve a su ser primitivo la napia,

Cíngar alerta presto de uñas del mago Serrafo

se zafa, cuando ve la cola por fin desbastada.                 605

Después de tocarle narices no hubo nunca manera,

teniendo así pavor de meter su nariz en peligros,

de los que salió por la sola merced del mago Serrafo,

a quien gracias dio galana y doctamente.

Después de decirse adiós, se divide la compañía;           610

Baldo va hacia abajo; Serrafo torna a lo alto.

 

 



[1] Tanquam bos Chiari, nec eum ferre ultra valebat. vd XXI 96

[2] Quid restat? Stradiottus erat! Queo dicere peggium? El estradiote o cappeletto era un soldado de origen albanés al servicio de la república de Venecia.

[3] Pizzacapellettus seu Pizaguerra vocatur. vd. I 30

sábado, 8 de noviembre de 2025

LA MERLA DI CIPADA, n. 2, novembre 2025. Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai" (Novembre 2025)

 


 La Merla di Cipada

      a cura di José Miguel Dominguez Leal e Otello Fabris

2. 2025, Novembre


Sommario: 

1. Appuntamenti imminenti di  novembre

2. Altri appuntamenti a tavola

3. Anonimo Padovano del sec. XV 

4. Addio a Gianpaolo Marchi 

5. Pasquinata macaronica contro Giovio 

6. Il Lambrusco di Folengo 

7. Un articolo di Stefano Tonietto 

8. Angelo Morselli macaronico moderno 

9. Notizie da Mantova 

10. Benvenuto a un nuovo associato andaluso 

11. 400° di Giambattista Marino 


1. Ricordiamo gli appuntamenti in apertura del mese:8-9 dicembre ad Asolo. Asolo Arte, che organizza la manifestazione, la sta pubblicizzando utilizzando anche il frontespizio della Toscolanense. La manifestazione segna l'avvio di una futura collaborazione che allargherà gli orizzonti della nostra Associazione. Sabato saremo presenti anche a Breganze per la consegna della Leccarda d'Oro a un nostro segnalato. Siete ancora in tempo per aderire alla proposta dell'11 a Ca' Nardello, per l'Oca di San Martino, alla Martinengo, cotta allo spiedo secondo un suggerimento tratto dalla Macaronea di Tifi Odasi. E' arrivato nel frattempo dalla nostra brillantissima associata Anna Luisa Mancini, presidente dell'Imperial Castellania di Suavia, l'invito a partecipare sabato 14 all'appuntamento annuale Torbolino in Culla. Gli associati del circondario possono approfittare dell'occasione di ritrovo, in cordiale tavolata.

2. 22 Novembre: Caffè per tutti! Inviamo in allegato il programma del convegno annuale che organizza l'Accademia del Caffè Prospero Alpini marosticense, presieduta dalla nostra associata Mariangela Cuman. La successiva cena da Ca' Nardello viene realizzata su un menu pensato dai Consiglieri  O. Fabris e G.C. Andretta

3. E' partita la stampa presso Edizioni Cierre di Verona del volume di 400 pagine Anonimo Padovano. Ricettario del sec. XV a cura di Marina Scopel, con un contributo di Otello Fabris dal titolo Padova Macaronica. Macaroni a Padova nella seconda metà del sec. XV e una presentazione di Danilo Gasparini. Entro fine anno ne potremo fare probabilmente la presentazione. 

4. Abbiamo perso, alla fine d'ottobre, un nostro fantastico supporter, il prof.Gian Paolo Marchi dell'Università di Verona. Fu con noi in maniera molto cordiale e amabile alla Biblioteca Comunale di Verona per  la presentazione del volume di José Miguel Dominguez Leal su Torello Saraina Origen y engrandecimiento de la ciudad de Verona e per la successiva cena in onore degli ospiti alla sede della nostra Delegazione di Verona, il celeberrimo Ristorante 12 Apostoli dell'indimenticabile Giorgio Gioco: cuoco, poeta, scultore, promotore di cultura. Due grandi personaggi di cui non potremo più godere. 

5. Una paquinata macaronica contro Paolo Giovio ci è stata segnalata dal nostro ex associato Stefano Zulian, verso cui siamo sempre debitori. Il foglio, risalente al 1531, è stato pubblicato da T. C. Price Zimmermann, Paolo Giovio. Uno storico e la crisi italiana del XVI secolo, Lampi di stampa 2012, pp. 149-150.

 6. La Compagnia Editoriale Aliberti ha pubblicato Enrico Zucchi, Lambrusco in fabula. Storia letteraria di un vino colto e contadino. L'autore, riercatore docente all'Università di Padova, facoltà di Agraria, oltre ad averci segnalato la pubblicazione, ha chiesto la nostra collaborazione, che saremo ovviamente molto lieti di fornire, dato che nell'opera ha attinto molto materiale dal Folengo! Possiamo organizzare uno specifico incontro entro breve tempo. 

7. Al link https://www.margini.unibas.ch/web/it/topicFramesets/topicFramesetJ.html trovate la pubblicazione sulla rivista on-line Margini di un bell'articolo del consigliere Stefano Tonietto su Le edizioni illustrate delle Macaronee folenghiane nel Cinquecento. La sintesi proposta è di grande utilità a chiunque voglia seguire queste edizioni. 

8. Il nostro solerte Amico Gianni Cabrini ha inviato alcune macaronee stilate da un vecchio compagno del 46° Corso Allievi Ufficiali di Complemento. Si tratta di Angelo Morselli, autore anche  di una raccolta poetica Mantoa e ...contòran.Verrà predisposta una cartella per la conservazione della documentazione fornita presso il Centro di Documentazione Folenghiana. 

9. A proposito di Mantova: il nostro vecchio Amico Wainer Mazza, cantastorie autore della Ballata a Teofilo Folengo ci informa che gli attuali orientamenti sociali e culturali sembrano aver decretato ormai la fine del Fogolèr Mantuan, storica associazione di appassionati alla letteratura dialettale. La nostra Biblioteca avrà prossimamente una copia di L'Inferàn, brillante parodia in dialetto mantovano di Marco Moretti dell'Inferno di Dante, dove, tra altri nostri associati, si incontrano i Fondatori Giorgio Bernardi Perini e Rodolfo Signorini. Non facciamo del dialetto “una passione”: è la più pura espressione delle nostre radici e delle nostre realtà famigliari. La sua sparizione è molto in linea con i teorizzatori della globalizzazione. Ricordiamoci quanto lottò Folengo per difendere la dignità dei linguaggi locali, a partire dalle sue invenzioni macaroniche. 

10. Diamo il più cordiale benvenuto al nostro nuovo socio spagnolo, Adolfo Alcoba Alcoba, insegnante di greco e dilatino a Huelva (Spagna); è stato Premio Nazionale di Fine di Studi Universitari e Premio Straordinario di Fine di Studi nell'Università di Cadice. Fa parte del gruppo di ricerca "Textos Griegos Helenísticos y Tardíos" nella stessa università. Ha pubblicato alcuni articoli in riviste specializzate e scrive adesso una tesi dottorale sul “Corpus toxicologicum” antico. 

11. Nei progetti dell'Associazione avremmo dovuto essere in preparazione di un convegno napoletano in occasione del 400° di Giovan Battista Marino, il poeta che più influenzò la letteratura del suo secolo, il XVII. Le difficoltà di mobilità di O. Fabris, promotore dell'evento, hanno indotto gli amici e le autorità locali a procrastinare l'evento ad altra data. Prossimamente pubblicheremo comunque un testo redatto per l'occasione. Gioverà a capire qualche cosa in più sul sepolcro folenghiano di Campese, che la storia dei “restauri” ha orbato del tributo straordinario del Marino. 


martes, 28 de octubre de 2025

LA MERLA DI CIPADA, n. 1, ottobre 2025 (Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai")


 

La Merla di Cipada

a cura di José Miguel Dominguez Leal e Otello Fabris


1, 2025, Ottobre


Sommario:

1. Saluto del Presidente entrante

2. Nuovo ordinamento del Consiglio

3. Nuovi ingressi

4. Imminente appuntamento FICE a Verona

5. Seminario su Messedaglia in Valpolicella

6. Asolo: Le menu est servi!

7. Dono alla Biblioteca T. Folengo

8. Leccarda d'Oro

9. Oca allo spiedo per San Martino


Cari Amici,

apriamo la nuova Gazzetta con una novità: la gazza è un uccello che negli scritti folenghiani non gode di buona fama. Così è venuta l'idea di sostituirla con la merla, che invece, come è ben noto, è stata nutrice del suo figlio adottivo Merlino, che ha rifocillato e impinguato portandolo alla salvezza appena partorito, mentre galleggiava nel vino. Apriamo così la nuova pagina della nostra Associazione, che come ha detto il giornalista Giandomenico Cortese, inaugura una nuova era con il passaggio delle consegne a José Miguel Dominguez Leal. Che la Merla gli sia di buon auspicio e di sostegno. Non c'è il messaggio del past president per motivi di spazio.

1. Cari Amici, mi sento veramente onorato di rivolgermi a voi per la prima volta come nuovo Presidente dell’Associazione Internazionale per gli studi Folenghiani, successore dell' insustituibile e caro Otello Fabris, che continuerà ad essere il mio sostegno e modello. Il mio rapporto con gli Amici di Merlin Cocai data da molti anni fa, quando era in vita l' egregio Giorgio Bernardi Perini. Sono venuto a Bassano del Grappa e Campese una prima volta nel 2014, dove sono stato nominato socio senior e ho coronato il busto del Folengo. Non immaginavo allora che nell'ottobre 2025 lo avrei rifatto come nuovo Presidente. Spero che siate tutti contenti come me in questa nuova tappa di impegno per continuare con la divulgazione internazionale dell’opera folenghiana. Grazie tante. José Miguel Domínguez Leal, Amico spagnolo di Merlin Cocai.

2. Il Consiglio Direttivo, nella riunione del 12 ottobre, dopo aver confermato la nomina a Presidente di José Miguel Dominguez Leal, ha deliberato di mantenere attivo il regime delle Delegazioni previsto dallo Statuto. Rimane aperta la Delegazione Mantovana, affidata alla presidenza di Rodolfo Signorini. La Delegazione Bassanese viene affidata a Otello Fabris. Come da Statuto, i Delegati hanno la funzione di Vicepresidenti. Al Delegato bassanese viene fatto carico aggiuntivo della


·Gestione del Centro di Documentazione di Campese

·Gestione della Biblioteca Teofilo Folengo

·Cura dei rapporti con Parrocchia, Diocesi, Associazioni del territorio.

·Custodia e utilizzo dei dati sensibili (su delega del Presidente)

·Redazione e invio delle informative ai soci, in accordo con il Presidente

·Coordinamento del gruppo di ristoratori Macaronicorum Ristoratorum Baxanensium Collegium


Altre funzioni specifiche vengono assegnate ai Consiglieri:


Desi Pianalto: rapporti con le pubbliche amministrazioni locali; iniziative enogastronomiche.

Giancarlo Andretta: consulenze amministrative e iniziative enogastronomiche.

Stefano Tonietto: cura dei progetti editoriali, in accordo con il Presidente.

Promozione di incontri con le scuole del padovano.

Franco Scarmoncin: Segreteria e cura dei rapporti con le Accademie Venete.

Segreteria, tenuta registri.

Andrea Vergari: promozione generale dell’Associazione.

Barbara Campese: rapporti con la FICE, organizzazione della “Scholetta macaronica di cucina”, Gestione delle pagine WEB (sul sito Enofice).

Sergio Dussin: partecipazione a manifestazioni enogastronomiche.


Collaborazioni esterne: vengono mantenute le seguenti funzioni:

Ferdinando Chemin, ex consigliere, ha assicurato che continuerà a prendersi cura con

Carlo Toniolo del sito www.teofilofolengo.org;

Bruno Fabris assicura la sua collaborazione come Controllore dei Conti.


Rimangono tuttavia sguarnite le seguenti funzioni, affidate provvisoriamente al Delegato di Bassano:


· Gestione Cassa

· Promozione presso le istituzioni scolastiche

· Fornitura delle pubblicazioni


3. Nuovi ingressi in Associazione: diamo con il più vivo entusiasmo il benvenuto agli ultimi associati, a partire da Joaquin Correa Vazquez, autorevolissimo insegnante di storia e geografia in un liceo di Cadice, che riveste ora il ruolo di associato spagnolo n° 2 e di coadiutore del nostro nuovo presidente, in vista della creazione di un primo nucleo di associati iberici; all'artista Manuela Simoncelli, illustratrice, dedita all'arte dell'incisione, effervescente di idee e creatività; a Francesco Grotti, dottorando di Piovene Rocchette, che mostra grande interesse al Folengo. A tutti auguriamo di fare un felice e fruttuoso percorso tra gli Amici di Merlino.

4. Ringraziamo i nostri associati che negli ultimi tempi rappresentano la nostra Associazione ai ritrovi FICE, in particolare Gianni Cabrini e Beppe Zini, senza dimenticare la bravissima Maria Cristina Zulian, per l'impegno dato fino a tempi recenti, specialmente in veste di Segretaria dell'Associazione. Dopo l'incontro di Vigasio (VR) retto da Cabrini e Zini, ci attende l'importante occasione di Verona, sabato 25 ottobre presso Castelvecchio, Circolo Ufficiali. Sembra che nessun associato abbia per la verità raccolto l'invito a partecipare a questo convivio molto folenghiano, che ha per tema Bollito e Pearà. Ribadisco che gli antichi fasti di “A tavola con Merlin Cocai” - che a suo tempo affascinarono anche gli accademici virgiliani - non saranno più ripetibili e queste sono ora le occasioni per ritrovarci a convivio. Notizie sul sito FICE.

https://www.confraternitefice.it/index.phppage=acymailing_front&ctrl=fronturl&task=click&urlid=275&userid=1233&mailid=179&noheader=1 ) .

5. Siamo grati al nostro Socio Onorario Alberto Cavarzere, professore emerito all'Università di Verona, che ci sta aiutando in vista dell'organizzazione del progettato seminario su Luigi Messedaglia, segnalando possibili collaborazioni, che abbiamo attivato. Per l'occasione, abbiamo avuto il piacere di ritrovare l'amico Alberto Castaldini, a suo tempo iscritto alla Delegazione Mantovana, che ci diede occasione di tenere più lezioni folenghiane in Romania. Cavarzere, da sempre attivo allo studio dell'Hagiomachia folenghiana, annuncia l'imminente uscita di una nuova traduzione di un brano inedito di quest'opera.

6. A Remondinia un visitatore ha donato una copia di Regia Parnassi seu Palatium Musarumrilegata, ma acefala. Si tratta verosimilmente di un'edizione ottocentesca dell'originale parmense del 1788 di una preziosa opera destinata a chi intendeva avviarsi all'arte del poetare.

7. Apriamo il mese di Novembre (8 e 9 pv) con un'altra bellissima occasione di approccio diretto al

pubblico, ad Asolo, con due giorni di manifestazione dove potremo presentare alcune nostre specifiche edizioni, grazie alla disponibilità di Manuela Simoncelli e Marica Disegna che già hanno gestito il nostro spazio a Remondinia. Si tratta della 4ª Mostra Mercato del Libro e della Stampa Antichi Le Menu est servi ! che verrà aperta al mattino con una Lectio magistralis a cura del past president Otello Fabris, sul tema della storia dei testi antichi per la storia della gastronomia veneta, Doctrinae Cosinandi del Folengo e Anonimo Padovano compresi. In allegato la presentazione della manifestazione.

8. Alla sera del medesimo 8 novembre ci sarà in Municipio di Breganze la consegna del premio Leccarda d'Oro per i benemeriti dell'arte dello spiedo. Nunc tempus studere libros, nunc volgere spetum, / nunc lunum et laltrum pariter tractare valemus: questo è il moto dei fratacchioni folenghiani ed è per questo motivo che la Presidenza Fabris ha patrocinato questa iniziativa. C'è tuttavia una sorpresa: gli amici di Breganze hanno inserito tra i candidati anche il vostro Past President. A questo punto è bene votarlo! Sulla piazza sarà in atto la Fiera di San Martino, di cui vi invitiamo a cercare il programma.

9. Stefano Nardello ci invita a festeggiare il santo cavaliere nel suo giorno onomastico, martedì 11 novembre, con un convivio aperto basato sull'oca, cibo di devozione per questa ricorrenza. Verranno utilizzate in parte le ricette della tradizione “A Tavola con Merlin Cocai”, in particolare l'Oca alla Martinengo allo spiedo, ripiena di cipollotte borretane e fiori di finocchio. Storytelling di O. Fabris. E' in sostanza un convivio “nostro”. Prenotate in associazione.