CARMINA MACARONICA SELECTA

"Quid contentandum nisi contentamus amigos? / Hoc mihi servitium facias, tu deinde comanda, / nam, giandussa mihi veniat in culmine nasi, / ni pro te posthac Paradisos mille refudem", Baldus, V, 9, 295-298
Mostrando entradas con la etiqueta Otello Fabris. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta Otello Fabris. Mostrar todas las entradas

sábado, 25 de abril de 2026

LA MERLA DI CIPADA, n. 5, aprile 2026. Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai"

  


La Merla di Cipada


a cura di José Miguel Domínguez Leal e Otello Fabris


5.2026, aprile


Sommario:

• Un nuovo associato all’Università di Zurigo

• Nuovi contatti nel mondo culturale spagnolo

• Inconro sull’Anonimo Padovano a Padova

• Incontri con le Confraternite

• Proposta per i 500 anni di Orlandino

• Tre appuntamenti folenghiani per Stockbridge 2026

• Seminario su Messedaglia

• Ricordo di Enrico Grandesso

• Diamo in apertura il benvenuto al nuovo associato Simone Parisi dell’Università di Zurigo, che ci manda la seguente comunicazione:

“La mia passione per l'opera di Teofilo Folengo nacque molti anni fa leggendo il proemio del Baldus durante una lezione di latino nelle aule del liceo cantonale di Lugano. Da allora l'interesse e le letture si sono ampliati a tutto l'Opus macaronicum, finendo per includere anche le opere in volgare, dall'Orlandino in poi. Ultimamente ne ho fatto il mio ambito di ricerca dottorale. Da circa un biennio sono assistente del prof. Johannes Bartuschat presso l'università di Zurigo (che vi tiene la cattedra di letteratura italiana medievale e rinascimentale): sotto la sua supervisione e della prof.ssa Carmen Cardelle de Hartmann (ordinaria di letteratura mediolatina e latina moderna) sto lavorando a un'edizione critica commentata del Chaos del Triperuno. Ciò forse vi stupirà, non essendo il mio nome presente negli annali degli studiosi folenghiani o altrove. Finora, in effetti, ho pubblicato solo un breve lavoro filologico-archivistico su un frammento pergamenaceo tre-quattrocentesco della Phaedra, conservato nella biblioteca cantonale di Lugano come coperta di un'edizione primocinquecentesca di alcune opere minori di Battista Spagnoli. Ma anche in questo frammento incappai naturalmente a causa di Folengo, che aveva fatto depositare nella mia memoria il nome dello Spagnoli e, in un tempo morto del mio lavoro in biblioteca, mi aveva indotto a consultare quella cinquecentina. Insomma, l'adesione all'associazione Amici di Merlin Cocai mi sembra essere l'esito naturale del mio curriculum, e ne sarei lietissimo. Peraltro, dei benefici dell’associazione ho già indirettamente approfittato. Nella mia biblioteca sono riuscito a raccogliere quasi tutte le ristampe anastatiche da essa promosse”.

• Alla fine di febbraio, il Presidente della nostra Associazione e il nostro associato spagnolo, Adolfo Alcoba Alcoba, hanno incontrato a Andújar (Jaén) il professore di letteratura e critico José María Bellido Morillasche possiede un canale omonimo Youtube, molto apprezzato. In un primo incontro a Madrid l'anno scorso, questo erudito aveva manifestato al Presidente il suo interesse per approfondire la conoscenza della figura e dell’opera di Folengo e della poesia macaronica in particolare. Il Presidente dunque gli ha fatto dono di un esemplare della sua opera La poesía macarrónica en España, ottenendo l’apprezzamento del prof. Bellido Morillas, che ne ha scritto anche nelle sue reti social, qualificandola come "opera eruditissima".

• Il 23 aprile, al Libraccio di Padova, ore 18, si parlerà ancora di Padova macaronica, per la presentazione di Ricettario di Anonimo Padovano del sec. XV, con Danilo Gasparini e Marina Scopel.

• Il successivo 24 aprile faremo una visita di cortesia alla Festa dei Bigoli a Limena, per onorare l’invito di quella confraternita, desiderosa di conoscere la parte che ha Merlino nella storia di questo alimento. Il 26 Desi Pianalto ci rappresenterà invece al Convivio del Formaggio Piave. Chi volesse aggregarsi può chiedere i programmi.

• Sarà inviata la seguente comunicazione agli studiosi folenghiani:

Quest'anno è il quinto centenario della pubblicazione dell'Orlandino di Teofilo Folengo (1526) sotto lo pseudonimo di Limerno Pitocco. C'è dunque nell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani"Amici di Merlin Cocai" il proposito di organizzare un convegno nell'autunno 2026 o un incontro di studiosi e Amici anche in omaggio all'egregio folenghista Mario Chiesa, la cui vasta produzione critica e editoriale sul Folengo è da tutti conosciuta. La prego perciò di comunicare la Sua disponibilità a partecipare con un contributo a queste giornate. I testi saranno pubblicati successivamente in un nuovo numero di Annali Cipadensi.

• Alcuni componenti del Consiglio Direttivo (Fabris, Vergari, Pianalto, Scarmoncin, oltre a Disegna) sono attualmente molto impegnati nell’organizzazione di Stockbridge 2026, manifestazione bassanese di carattere internazionale nata sulla scorta delle esperienze di ricerca storica del nostro Macaronicorum Collegium, che anche in tale occasione farà le sue proposte gastronomiche (Dussin, Trevisani, Nardello).

Quest’anno sono parte importante del programma specifici argomenti folenghiani, che già anticipiamo:

• 9 maggio, ore 17,30: lettura del Libro XI del Baldus sul naufragio (testo utilizzato dal Ramusio per vivacizzare la narrazione di Pietro Querini) alla Loggetta del Municipio, con la recitazione di Fabio Della Zuanna e la partecipazione del consigliere Franco Scarmoncin, Accademico Olimpico.

• 10 maggio, ore 18: presentazione della nuova edizione economica del Baldus curato da Mario Chiesa presso la Libreria La Bassanese. Con la recitazione di Fabio Della Zuanna e Marica DisegnaDialoga con Otello Fabris il Premio Giornalistico T. Folengo Alessandro Tich.

• 17 maggio, ore 16: Visita delle associazioni aderenti alla Federazione Italiana Circoli Enogastronomici convenute per Stockbridge 2026 al sepolcro di Folengo, per la dichiarazione di “Merlin Cocai, Nume Tutelare della Gastronomia Italiana”. A tutti i circoli partecipanti verrà distribuito nostro materiale culturale.

• Chiusi gli impegni di Stockbrige, partiremo subito per il seminario dedicato al Messedaglia, già atteso nel veronese.

• Dobbiamo purtroppo ricordare un lutto: è mancato qualche giorno fa all’età di 67 anni il nostro ex associato Enrico Grandesso, per inatteso arresto cardiaco. Critico letterario con alle spalle una notevole attività, specialmente sull’opera di Clemente Rebora, David M. Turoldo e altri grandi contemporanei, egli diede il suo vivace ed entusiastico apporto all’Associazione nel suo periodo d’oro, con incontri a soggetto folenghiano in scuole, biblioteche, teatri. Convergevano allora sulla nostra attività le attenzioni e le collaborazioni del mondo culturale, con Bino Rebellato in testa, Andrea Zanzotto, Enzo Demattè, Fernando Bandini. Altri arrivarono su sua sollecitazione: Franco Lanza, Maretti Tregiardini, Michele Sovente, ecc. Per Pino Costalunga aveva costruito un lavoro teatrale contenente brani folenghiani che ha avuto parecchie repliche: Vozi dal mar e dala tera.

In collaborazione con Otello Fabris organizzò, nel primo anniversario (2005) della morte del nostro Socio Onorario, il poeta - editore Rebellato, un convegno nazionale di studi che ebbe un notevole successo. L’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza della Repubblica, ottenne una medaglia d’argento da Carlo Azeglio Ciampi. Successivamente le relazioni, integrate da un testo di Andrea Zanzotto, vennero pubblicate in Il verso mai scritto. La poesia di Bino Rebellato, edito da Nicolodi, Rovereto, 2006. Nello stesso anno Grandesso collaborò con Alessandro Bettero alla stesura della sceneggiatura e dei testi per la realizzazione del docufilm Bino Rebellato - Ritratto di un poeta, che venne presentato a latere della Mostra del Cinema a Venezia. Il film venne girato in parte a Campese e vide la nostra collaborazione, ma anche la nostra critica, con la segnalazione di alcune incongruenze. Rimane comunque la nostra gratitudine verso Enrico Grandesso per l’entusiasmo profuso nel perseguire i nostri scopi associativi, specialmente nella scuola, come continuamente aveva sollecitato Bino Rebellato fino al suo ultimo respiro. Oggi, gli assilli burocratici dei dirigenti scolastici soffocano purtroppo anche questo.

domingo, 1 de febrero de 2026

VIGÉSIMO ANIVERSARIO DE LA PUBLICACIÓN DE "ORIGEN Y ENGRANDECIMIENTO DE LA CIUDAD DE VERONA" DE TORELLO SARAINA (2006-2026)

 



 


Se cumplen veinte años de la publicación de mi edición crítica y traducción del De origine et amplitudine ciuitatis Veronae (1540) del cronista local Torello Saraina. Fue el laborioso objeto de lo que se llamaba entonces Memoria de Licenciatura, defendida en 1991 (¡Aquellas impresoras de aguja!). Luego me dijeron que sólo la edición crítica del libro V, De monumentis antiquis ciuitatis et agri, habría sido materia para una tesis doctoral. ¡Cuántas horas pasadas en solitario en la destartalada biblioteca de la antigua Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad de Cádiz con el corpus inscriptionum latinarum de Theodor Mommsen! Y los viajes y estancias que me permitieron descubrir la Biblioteca Nacional y su sala de Manuscritos, Incunables y Raros de severo silencio y tímidos lápices. Todas esas investigaciones me aportaron placer y algo de sufrimiento, siendo un joven filólogo que tenía la oportunidad de realizar el verdadero trabajo y vocación al que uno se sentía inclinado, y que la formación universitaria, en Cádiz y Sevilla, no daba como preparadora de opositores. Fue una faceta mía que ocultaba casi por vergüenza cuando accedí al embrutecimiento hipócrita de la Enseñanza Secundaria al fin del siglo XX. Seguí cultivándola, empero, hasta hoy como satisfacción personal dans mes moments perdus (Bernanos) en el complejo mundo de la obra de Teófilo Folengo y sus émulos hispanos.

Cuando el director de mi tesis doctoral La poesía macarrónica en España (2001) el Dr. D. José María Maestre Maestre, catedrático de Filología Latina de la UCA me pidió que revisara mi vieja memoria para ser publicada en Palmyrenus, Colección de Textos y Estudios Humanísticos, por él dirigida tuve que revisarla en profundidad en cuanto a fuentes (ante el descubrimiento de una tercera edición impresa con variantes ope ingenii del editor) y ampliar considerablemente el apartado de estudio lingüístico del texto dialogado.

En 2014 decidimos mi mujer, Dolores Pérez Fabra, y yo viajar a Italia en viaje de novios, y hacer parada en Verona con el propósito de conocer la ciudad objeto de mis estudios de antaño. Intentamos seguir un poco el recorrido realizado por Saraina y sus amigos describiendo los monumentos antiguos de su ciudad con la joint venture del artista Giovani Caroto, al que sorprenden dibujando éstos para ser la base de los bellos y minuciosos grabados que formaron parte de la editio princeps, y luego de mi edicióna través de la copia que nos llegó de la Universidad de Zaragoza, iniciativa del catedrático Juan Francisco Esteban Lorente quien tuvo la amabilidad de prologar mi trabajo.

Visitamos primero el teatro romano, cruzando el ponte della pietra, que nos pillaba cerca del hotel. Nadie pudo impedirnos llegar al anfiteatro y admirar su bella fábrica, aunque no pudimos acceder al interior. De allí fuimos al arco de Castelvecchio; siguiendo el recorrido de Saraina, llegamos a la porta Borsari, y de allí a la porta Leoni.

El presidente de la asociación Amici di Merlin Cocai (dedicada a la promoción de la obra y de la figura del Virgilio macarrónico, y de la que formo parte hace años), Otello Fabris, supo de mi paso por Verona, y me invitó a asistir a la asamblea general de la asociación que se celebraba en el monasterio de Campese, donde se halla la tumba de Teófilo Folengo, y la biblioteca de la asociación, entonces engrandecida con la donación de la biblioteca del gran estudioso Carlo Cordié. Nos desplazamos desde Verona hasta allí gracias a la amabilidad de otro asociado, Silvano Bassi y su gentil esposa, Anna, mantuanos de origen y veroneses de adopción, quienes nos llevaron en su coche.

Gracias a Otello y al querido Silvano, fallecido en 2016, se organizó en Verona una presentación de mi edición -la primera y única- en 2015 en su biblioteca principal, que no poseía ningún ejemplar de la editio princeps de 1540 (Quisiera dedicar un recuerdo al prof. Marchi fallecido recientemente y que fue tan amable conmigo). Silvano me dijo luego que los veroneses de ahora no prestan mucha atención a su pasado; de hecho, cuando llegamos ante la tumba de Saraina en la iglesia de san Fermo Maggiore, la persona que había allí vendiendo entradas no supo orientarnos.


domingo, 18 de enero de 2026

LA MERLA DI CIPADA, n. 2, Gennaio 2026. Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai"

 


La Merla di Cipada


a cura di José Miguel Domínguez Leal e Otello Fabris


2.2026, Gennaio



• L’Associazione in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi

• Promettente avvio della Scholetta macaronica

• Istituzione Premio Giornalistico “T. Folengo”

• Programma del 25 Gennaio, Giornata della Merla


• Giovedì 15 gennaio, con la sala Rossini gremita di pubblico, è stato presentato l’esito dell’impegno degli Amici nella realizzazione dell’edizione del manoscritto di Anonimo Padovano del sec. XV, edito per cura di Marina Scopel con un contributo di Otello Fabris su Padova macaronica.

Emozione non espressa, quella di tenere la presentazione proprio alle porte del Bo, per i cui frequentatori, docenti e studenti, ha lavorato il nostro Anonimo.

Sull’eccezionalità del documento – intendo il manoscritto di Sheffield - abbiamo già parlato. Ora non rimane che leggerlo e studiarlo e sperimentarne i contenuti. Gli Amici ci terranno informati sugli esiti dei loro tentativi.

A condurre la serata è stato il maestro pasticcere Francesco Biasetto, Campione del Mondo di pasticceria. Ha introdotto la serata, con grandissima competenza, l’Assessore alla Cultura della Città di Padova Andrea Colasio. E’ stato presente, con gli autori, Danilo Gasparinidocente al Corso di Laurea in Scienze e Cultura della Ristorazione e della Gastronomia dell’Università di Padova. Al tavolo dei relatori i rappresentanti degli sponsors Francesca Furlan, della direzione marketing di Despar – sponsor dell’edizione - e Federica Trevisansua collega, responsabile degli acquisti locali e microlocali per la medesima azienda. Mia ex allieva e una dei “nostri”!

• Sabato 17 parte la prima “Experientia” della Scholetta macaronica. E’ stata aperta una lista d’attesa per una replica della prima lezione, già prevista per il successivo sabato 24 gennaio. La seconda “Experientia“ avrà come protagonista a febbraio il broccoletto bassanese, sulla scorta della narrazione folenghiana e della tradizione veneta. Per non tediare i soci non interessati alle proposte gastronomiche, abbiamo realizzato una chat apposita, a cui chi vuole può chiedere l’inserimento.

·  PREMIO GIORNALISTICO DEDICATO A TEOFILO FOLENGO. Prima edizione

A) Finalità

L’ Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani “Amici di Merlin Cocai” istituisce un premio giornalistico annuale dedicato a Teofilo Folengo allo scopo di valorizzare il giornalismo culturale vicino a questo religioso del Rinascimento, monaco e poeta poliedrico, ironico, geniale e moderno, in un’epoca storica in cui la chiusura delle istituzioni culturali verso il mondo legato alla lingua latina ha rappresentato l’abbandono della letteratura classica, fondamento della civiltà occidentale. Il salvataggio di questo patrimonio dalla totale dispersione fu operato con grandissimo e illuminato impegno proprio dalle comunità dei monaci benedettini di cui Folengo faceva parte. Il suo Liber Macaronices rappresenta l’ultimo grande tentativo di mantenere la dignità letteraria di questa lingua, sia pure mescolata sapientemente ai nascenti volgari attraverso l’ibridazione macaronica, ottenendo virtuosismi letterari insuperati.

L’ Associazione, impegnata da quasi 35 anni nella valorizzazione dell’opera folenghiana, intende con questo Premio gratificare quei giornalisti che maggiormente, dal 1991 ad ora, si sono impegnati a sostenere, attraverso un’informazione attenta e partecipata, l’assiduo lavoro svolto dai folenghiani sia a livello popolare che accademico. Ma anche vuole riconoscere al giornalismo la grandissima funzione di argine alla deriva culturale in cui si sta muovendo il mondo contemporaneo.

B) Il Premio

L’Associazione ha ritenuto di premiare donando a chi scrive lo strumento principale per poter esprimere la propria fantasia: una penna.

Non una qualsiasi, ma una penna istoriata, prodotta e donata da Penne Montegrappa, azienda artigiana di grandissimo prestigio, le cui creazioni sono ricercatissime anche dal collezionismo.

Una panoramica esaustiva sull’azienda si può trovare su https://www.montegrappa.com/it/.

Questo esemplare, una Elmo 01, si caratterizza per la semplicità e l’eleganza della classica penna da lavoro. In materiale nero – il colore dei benedettini – porta incise le iniziali del premiato e la dicitura “Premio T. Folengo”. L’astuccio riporta la dicitura: Alessandro Tich/ Premio giornalistico T. Folengo/ Prima Ed. 2026 / “Phantasia mihi plus quam fantastica venit...”

Questo verso macaronico è l’incipit del capolavoro del poeta, il Baldus. Le motivazioni della premiazione vengono riportate anche all’interno di una cornice creata dall’artista Mario Eremita.

C) La premiazione

La consegna del premio avviene l’ultima domenica di gennaio, alle ore 11,30 di fronte al famoso monumento sepolcrale del Folengo all’interno della chiesa del Monastero della Santa Croce in Campese. Successivamente si tiene in onore del premiato un pranzo di gala, ispirato da temi folenghiani, in un rinomato ristorante del luogo.

D) Il primo premiato

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione ha deliberato di assegnare il premio della prima edizione al dott. Alessandro Tich, bassanese di origine fiumana, per l’assiduità e la partecipazione con cui egli ha manifestato, con competenza e spirito divertito e ironico, la sua costante attenzione al Progetto Merlin Cocai, sia attraverso le pubblicazioni sul blog Bassanonet.it, sia nelle precedenti esperienze televisive e giornalistiche. Ha partecipato inoltre alla vita associativa: il suo nome è stato presente per qualche tempo nel Liber Amicorum dell’Associazione.

E) Le formalità

E’ possibile concorrere al Premio presentando richiesta al Centro di Documentazione Folenghiana di Campese dell’Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani “Amici di Merlin Cocai”

(Monastero della Santa Croce, via IV Novembre, Campese, 36061 Bassano del Grappa), allegando i testi giornalistici pubblicati su qualsiasi mezzo d’informazione, dal 1991 ad oggi. Questi materiali saranno comunque raccolti in fascicoli e conservati presso il Centro di Documentazione, a disposizione della consultazione e a memoria futura.

E’ anche possibile che il Consiglio Direttivo, che consulterà e valuterà il materiale prodotto, proceda motu proprio a designare i futuri assegnatari del Premio.

F.to: Otello Fabris, Socio Fondatore; José Miguel Domìnguez Leal, Presidente


·  Programma del 25 gennaio, Giornata della Merla.

Ore 9,30 Campese, Monastero della Santa Croce: Apertura della campagna associativa al Centro di Documentazione Folenghiana

Ore 10,30 S. Messa (facoltativa)

Ore 11,30. Visita guidata al monumento folenghiano nella chiesa della Santa Croce di Campese.

Ore 11,45 Consegna del primo Premio Giornalistico “Teofilo Folengo” al giornalista Alessandro Tich. Partnership Penne Montegrappa.

Ore 12,30. A tavola con Merlin Cocai presso Villa Damiani Trevisani, in onore di Alessandro Tich. Con la partecipazione dell’attore Pino Costalunga e le musiche rinascimentali di Concentus Campesanus di Beppe Calamosca e Florindo Gazzola.

Brindisi alla nascita di Merlino, allevato dalla merla.

A tavola con Merlin Cocai: I piatti del monastero e le tartuffole del Grappa

nella narrazione del micologo Pier Emilio Ceccon

Menu:

Aperitivo con vino di uva Duracina (Durello Spumante)

Frittelle da Imperatore magnifici (Frittelle di formaggio) con crema di tartufo nero

Tortino di zucca con tartufo nero

Prosciutto di spalla di porco cotto nel fieno e fava menata

Macaroni alla Merlin Cocai “ botyro e caseo compaginati ” ( Gnocchi di pane con burro, formaggio e aggiunta di tartufo nero)

Rosso di uva Groppella

Arrosto di pollo ripieno di nocciole e zenzero secondo la Doctrina Cosinandi di Merlin Cocai

Minestra di fagioli della benedettina Ildegarda di Bingen

Composta di rape e altre radici con fiori di finocchio

Malvasia moscatella dolce

Testa di monaco, tortino con frutta secca, e salsa di arance

Ore 14,30: In chiusura: Gioco della Merla

Gioco a estrazione di fine tavola realizzato sul modello del Gioco Romano detto della Pissota, ma basato su figure e personaggi tratti da xilografie cinquecentesche di un’edizione delle Macaronee folenghiane. Vengono messe in palio cinque fantastiche incisioni sul tema realizzate appositamente e firmate dall’ artista Manuela Simoncelli. Altri premi “in natura”.


domingo, 11 de enero de 2026

LA MERLA DI CIPADA, n. 1, Gennaio 2026. Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai"

 


La Merla di Cipada


a cura di José Miguel Domínguez Leal e Otello Fabris


1.2026, Gennaio


A tutti gli associati i migliori auguri da parte del Presidente e del Consiglio per il 2026, anno che si preannuncia denso di iniziative a cui speriamo possiate partecipare in molti. Ve ne diamo una prima informazione.

• Iniziamo tuttavia ricordando la scomparsa avvenuta il 7 dicembre del nostro Vicepresidente e Delegato di Mantova Rodolfo Signorini, cofondatore degli Amici e fraterno amico. Alle esequie in Sant’Andrea, tra il folto delle presenze, è stata evidente la partecipazione della Compagnia dei Sacri Vasi, dell’Unione Goliardica Mantovana, degli Schutzen tirolesi, della Confraternita della Zucca Teofilo Folengo di Reggiolo di cui rivestiva la carica di Gran Priore. Per la nostra Associazione erano presenti, privi d’insegne, Otello Fabris, Gianni Cabrini, Teresa Gorrieri e Giampietro Salvaterra, che ringraziamo vivamente. Si apre ora il problema della sua successione alla guida della Delegazione Mantovana, a cui facevano riferimento gli associati della Lombardia.

• In attesa di notizie più precise anticipiamo che giovedì 15 gennaio si terrà presso la Sala Rossini del Caffè Pedrocchi di Padova la presentazione del volume Ricettario di Anonimo Padovano del sec. XV a cura di Marina Scopel. Come già spiegato il volume esce su iniziativa e impegno anche economico della nostra Associazione. Contiene inoltre il saggio di O. Fabris, Padova macaronica. La casa editrice Cierre ha fornito un certo numero di copie omaggio a copertura del nostro impegno: verranno distribuite gratuitamente ai primiassociati che rinnoveranno l’adesione per il 2026.

https://edizioni.cierrenet.it/volumi/ricettario-di-anonimo-padovano/

• Avviamo sabato 17 gennaio l’esperienza della Scholetta Macaronica di Cucina. Nella scia tracciata dal Macaronicorum Ristoratorum Baxanensium Collegium, nasce la Scholetta con l'intendimento di sviluppare il trentennale lavoro effettuato a partire dal 1991 nello studio e nella riproposizione delle grandi radici della tradizione gastronomica italiana, riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Attraverso laboratori pratici di stile famigliare, si arriva alla conoscenza dell'evoluzione della gastronomia italiana, a partire dalle fonti letterarie sinora note, in particolare dalla letteratura rinascimentale macaronica, fonte inesauribile di informazioni inedite e assolutamente sapide. Con molto piacere abbiamo già ricevuto le prime adesioni. Precisiamo che ai non associati verrà consegnata una tessera omaggio degli Amici di Merlin Cocai, in modo di favorire l’approccio alla nostra Associazione. Per le modalità di partecipazione: • Info@teofilofolengo.org 

Casa Fabris S. Eusebio, Bassano del Grappa Via Caduti di Cefalonia, 2 

Scholetta Macaronica di Cucina Sabato 17 gennaio 2026, ore 19,30

Experientia Prima - Dal grano al(lo) gnocco

In ciotola, dal laboratorio di cucina, portiamo in tavola: 

Macarones 

Sive pulmentum farina, caseo, botyro compaginatum 

Merlin Cocai, 1521 

(Gnocchetti di farina, al burro e formaggio di malga)

 Tria alla genovesa

 al sugo di cipolla e lagenaria

 longissima Anonimo Sec. xiii “della corte angioina”

 (Spaghettini di farina al sugo di cipolla e zucca bianca) 

Dai Gnocchi di Scappi ai Canederli

 In brodo vegetale

 (Gnocchi al pane, formaggio, farina, erbette e speck contadino) 

Caseus vetus

 “Caseus ingrossat sennum, dicit Pizzanfara doctor” (M.C.). 

“Caseus est sanus quem dat avara manus” (Schola Salernitana)

 ( Plateu de Fromages piquantes) 

Dulcamina varia (Dolcetti) 

Quota di partecipazione 35 €, tutto compreso 

Vini in abbinamento

• Il dott. Luciano Faverzani, Segretario Accademico dell’Ateneo di Brescia, invia notizia di un incontro interessante per la nostra migliore conoscenza dell’ambiente culturale in cui operava Folengo, massimo oppositore delle tesi bembiane : Venerdì 9 gennaio 2026, alle ore 17.30 presso la sede storica di Palazzo Tosio MARIO PIOTTI (ACCADEMICO – UNIVERSITÀ DI MILANO) parlerà sul tema: «il nostro M. Emilio legge loro il Petrarca e anco le mie prose». Bembo a Brescia nel CinquecentoPartecipazione da remoto con collegamento a:https://us06web.zoom.us/j/89485356058pwd=AoAAmgXtfFVUjqXiBBqjY1IiVmkQ4y.1

• Domenica 25 gennaio sarà probabilmente la più importante giornata del nostro anno associativo per una straordinaria “Giornata della Merla”, di cui invieremo i dettagli in un prossimo notiziario. Contiamo molto sulla vostra partecipazione.

• Il nostro socio spagnolo Adolfo Alcoba Alcoba a pubblicato il saggio "La rabia en Filúmeno de Alejandría" nella rivista CLASSICA BOLIVIANA, Revista de la Sociedad Boliviana de Estudios Clásicos/XIV, pp. 177-188. Porgiamo i nostri complimenti a nostro caro associato, specialista nella lingua greca antica e moderna.

• Entrano nella Biblioteca T. Folengo i seguenti lavori:

Folke Gernert, Traitement de la matière ovidienne: la métamorphose en oiseau dans le Baldo ( Séville, 1542), Lyon, Université Jean Moulin, 2005.

Folke Gernert, El Baldo (1542): cuarta parte del ciclo del Renaldos de Montalbán, Madrid, Università Autònoma de Madrid, 2002.




sábado, 6 de diciembre de 2025

LA MERLA DI CIPADA, n. 3, Dicembre 2025. Notiziario dell'Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai"

 


La Merla di Cipada

      a cura di José Miguel Dominguez Leal e Otello Fabris

3. 2025, Dicembre


Sommario:

Addio al socio Momi Zanchetta e a al Socio Onorario Luigi Bonatto

Decisioni del Consiglio

Nuove acquisizioni per il Centro di Documentazione

Don Sartori vende a Mantova rarissima copia della Cipadense

Allievo del Macaronicorum Collegium vince Leccarda d'Oro 2025

Una serata macaronica a Padova, nella casa di Tifi degli Odasi: Semper in Canevis con Tonietto

• Con molta mestizia i soci bassanesi hanno dovuto lasciare uno degli Amici che più lungamente hanno seguito le nostre attività negli ultimi trent'anni: Girolamo Momi Zanchetta, che fu mio professore di matematica al Collegio Graziani.

Contemporaneamente, è toccato a Luigi Bonotto, mio compagno di studi, recentemente nominato Socio Onorario “per le benemerenze conseguite come promotore di dialoghi con gli artisti dei movimenti delle avanguardie novecentesche culminati in produzione di eventi e testi che hanno sottolineato a livello internazionale il ruolo di precursore di Teofilo Folengo.” In particolare, gli artisti coinvolti sono stati: Nanni Balestrini, Giovanni Fontata, William Xerra, Ben Vautier, Lello Voce, Claudio Francia, Lamberto Pignotti e altri.

• Il Consiglio Direttivo si è riunito recentemente sotto la presidenza di J.M.Domínguez Lealsinteticamente riportiamo le decisioni:

1. Quota associativa 2026 invariata, con supplementi volontari. Strenna: la seconda edizione di Bino Rebellato, Il mio Folengo - in dialetto veneto – con corredo di sette incisioni folenghiane realizzate da Manuela Simoncelli. In alternativa si può chiedere Ricettario di Anonimo Padovano del sec. XV a c. di Marina Scopel con un contributo di Otello Fabris fino a disponibilità.

2. Organizzazione di una commemorazione del 500° anni dell'edizione di Orlandino, con la riproposta della nostra ristampa anastatica della cinquecentina, un convegno di studi verso fine anno (sarà dedicato all'illustre studioso Mario Chiesa, autore di una magnifica edizione critica), un concerto sulle musiche citate da Folengo, una mostra Bibliografica presso la Biblioteca Teofilo Folengo, un recital di brani selezionati. Serata conviviale studiata sui temi di Orlandino. E' già iniziato il lavoro di organizzazione.

3. Edizione dell’edizione di Guarino Cappello sarsinate di Macaronea in CabrinumSarsina, Soncino, 1526. Anche questa cade in occasione del 500° e il suo particolare interesse è rappresentato dal fatto che l'autore è un contemporaneo di Folengo.

4. Avvio della Scholetta Macaronica di cucina con il nuovo anno.

5. La sede di Campese sarà aperta per spedizioni e acquisti di Natale il 7, il 14, e il 21 mattina, dalle 9,30 alle 12 circa.

Leccarda d'Oro 2025: i candidati (complessivamente 30) da noi segnalati hanno avuto buon esito, anche grazie al sostegno dei nostri associati, a cui siamo grati. Il vincitore è risultato Giuliano Battistuzzi, chef di Ca' Nardello, del Macaronicorum Collegium; Viero Gianico, di Agriturismo Colalto, Ballardin Claudio, Ristorante da Beppino, a suo tempo collaboratore di A tavola con Merlin Cocai. Primo premio nella categoria ricercatori escrittori a O. Fabris, candidato dall'Accademia dello Spiedo e del Toresan di Breganze .

• Il Premio Eccellenze Venete 2025 è andato al volume di Graziano Lazzarotto, Otello Fabris, La sopressa insaccato nobile. Origine, storia, Vittorio Veneto, De Bastiani, 2025. Il volume contiene ampie citazioni sugli insaccati tratte dagli autori macaronici di varie epoche.

• Nuove acquisizioni per la Biblioteca T. Folengo: Ricettario di Anonimo Padovano del sec. XV a c. di Marina Scopel con un contributo di Otello Fabris; Stefano Tonietto, Le edizioni illustrate delle Macaronee folenghiane nel Cinquecento, Giornale della Dedica e altro, 19.2025; Otello Fabris, Inventare, progettare e produrre gastronomia dalla storia,Università di Padova, AA 2012-2013; Graziano Lazzarotto, Otello Fabris, La sopressa insaccato nobile. Origine, storia, Vittorio Veneto, De Bastiani, 2025.

Stefano Zulian, grande esploratore d'archivi, ci ha inviato foto del ritaglio di stampa conservato dal giornalista e tipografo bassanese Silvestrini in cui la Gazzetta di Mantova esulta per l'acquisto effettuato dalla Biblioteca locale della copia della Cipadense venduta per una cifra esigua dal parroco di Campese don Francesco Sartori. Folengo è morto mentre lavorava qui sulla revisione della Cipadense – lavoro rimasto incompleto all'VIII libro e pubblicato postumo come “Vigaso Cocaio” ed è molto probabile che la sua copia venduta da Sartori fosse stata proprio questa.

• La sera del 2 dicembre 2025 a Padova, nel palazzo di Via Patriarcato che appartenne nel Rinascimento alla famiglia Odasi e nella quale Tifi Odasi fece testamento nell'ottobre 1492, si è svolto un evento privato promosso dal proprietario Dott. Pietro Angi: una serata macaronica intitolata Semper in canevis - Ricordando Tifi Odasi, alla quale ha partecipato un nutrito gruppo di amici del cortesissimo padrone di casa, tra cui alcuni giovani dell'Ordine goliardico del Piron

In un'antica cantina, tra bottiglie di vino rosso, il Luigi Cerantola (che già fu presente nel Liber Amicorum) ha rievocato i dibattiti sulla lingua che accompagnarono nel XV secolo la nascita del macaronico, leggendo poi un brano della Macharonea di Tifi tratto dalla descrizione del voracissimo dottor Paolo Vicentino; non è mancato poi l'omaggio al genio di Teofilo Folengo, con la lettura commentata da parte del nostro socio Stefano Tonietto dialcuni versi dal Baldus (l'episodio della vendita di miele "non purissimo" allo speziale). Tonietto è stato poi invitato a leggere qualche esametro della sua composizione Internetis laudes, scritta nell'intento di dimostrare che il macaronico può essere aggiornato ai tempi e ai nuovi linguaggi del XXI secolo: il pubblico ha molto gradito l'attualizzazione di terminioggi alla moda come Like (reso con Placet), News (Novellae) o Selfie (Sestessulum) e l'intonazione satirica del testo. 

Con la declamazione di versi dalla Zanitonella (tradotti in rime italiane) e la degustazione di ottimi vini la serata si è conclusa in allegria. Emozionante soprattutto la sensazione di trovarsi in un luogo "sacro" alla storia del macaronico, che essendo di proprietà privata è stato a lungo chiuso alla maggior parte degli stessi padovani.

• Questa sera (venerdì 5) una nostra rappresentanza sarà alla Biblioteca Civica di Rosà che compie il suo 60°. Nell'occasione, il giornalista Gian Domenico Cortese, che già onorò il nostro Liber Amicorum, fa dono della sua biblioteca gastronomica (2200 titoli), che comprende anche buona parte delle nostre pubblicazioni, a cui faremo eventuali integrazioni.

• Segnatevi come tappa d'obbligo il 25 Gennaio 2026, Giornata della Merla, per l'apertura del nuovo anno sociale. E' domenica e a mezzogiorno faremo la nostra prima riunione conviviale a Villa Damiani Trevisani a Campese. Nella prossima Gazzetta invieremo informazioni più dettagliate, ma segnatevi la data e ingaggiate i vostri amici. Fateli diventare Amici!

• Buon Natale a tutti! Il Presepio è argomento fondante di tutta la letteratura folenghiana.

Teofilo l'ha posto come modello alla travagliata “Humanità” di ogni tempo. Dalla nascita di Baldo a quella di Orlandino, al Chaos del Triperuno, ecc. Pensiamoci. Come disse Boccalo, il buffone prestigiatore: “...solo non pane potest homo vivere mundo"

domingo, 19 de octubre de 2025

PRESENTACIÓN DE MI OBRA "LA POESÍA MACARRÓNICA EN ESPAÑA" EN BASSANO DEL GRAPPA (ITALIA) Y NOMBRAMIENTO COMO NUEVO PRESIDENTE DE LA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER GLI STUDI FOLENGHIANI "AMICI DI MERLIN COCAI"

El pasado 11 de octubre se presentó mi obra La poesía macarrónica en España -versión muy revisada y aumentada de mi tesis doctoral homónima codirigida en su día por los catedráticos D. Juan Gil y D. José María Maestre a cuyo grupo de Investigación Elio Antonio de Nebrija me precio de pertenecer- (Alcañiz-Lisboa-México, 2024) en la Villa Rezzonico, sita en Bassano del Grappa (Italia), presentación organizada por don Otello Fabris, presidente saliente de la Asociación Amici di Merlin Cocai, una de las entidades coeditoras de dicho libro.



Al día siguiente, en el monasterio de Campese, donde se encuentra el sepulcro del poeta Teófilo Folengo (que produjo su obra macarrónica bajo el pseudónimo de Merlinus Cocaius), el Centro di Documentazione Folenghiana (que contiene preciosos fondos bibliográficos y ejemplares de las publicaciones promovidas por la Asociación, como las reproducciones facsímiles de las obras folenguianas) y la sede de Amici di Merlin Cocai se produjo mi nombramiento como nuevo presidente de dicha Asociación en sustitución del insustituible Otello Fabris, tras una coronación ceremonial del busto del escritor, acto que se celebra desde 1994.  Mi relación como socio de dicha entidad se remonta a muchos años atrás, en vida de su fundador, el insigne filólogo clásico Giorgio Bernardi Perini, al que sucedió don Otello Fabris, quien, como incansable investigador, autor de numerosos libros y artículos, y promotor de la obra de Folengo y la cultura gastronómica véneta ligada al grassus poeta macarrónico, dio un impulso enorme a la Asociación. Aceptar esta gran responsabilidad ha respondido a un deber de amistad y de complicidad con Otello y los amigos socios y a mi voluntad de continuar con la divulgación internacional de la obra del vate italiano que tantas huellas dejó en la literatura española como ilustré en mi obra. Deseo expresar mi agradecimiento, asimismo, a mi esposa Dolores Pérez Fabra, quien ha sido mi asidua compañera en estas vivencias.


Con mi querido amigo y colega en el Instituto Drago (Cádiz), el prof. D. Joaquín Correa Vázquez frente a un monumento a Merlín Cocayo en Campese. El prof. Correa, buen conocedor de mi trabajo, quiso acompañarme en esta ocasión tan importante, y que figura ya como primer nuevo asociado de esta etapa que presido


En una de las estancias del Centro di Documentazione Folenghiana y sede de la Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Associazione Merlin Cocai"






Imagen de la coronación honoraria del busto del poeta Teófilo Folengo en su sepulcro de Campese.



Con el nuevo Consejo Directivo de la Asociación en Campese. Mucha suerte y gracias a todos.



Junto a un panel que representa el viaje del navegante veneciano Pietro Querini, que recabó en Cádiz en 1431, y cuyo periplo ha sido ampliamente investigado por Otello Fabris.


domingo, 31 de marzo de 2024

MI NUEVO ARTÍCULO, PUBLICADO EN "FOLENGO, IL BALDO PADANO. Studi per i 500 anni della Toscolanense (1521-2021) a cura di Otello Fabris""






Gracias al infatigable entusiasmo de Otello Fabris y la asociación que preside, la Associazione Internaziole per gli Studi Folenghiani AMICI DI MERLIN COCAI -de la que me honro en formar parte- ha aparecido un volumen colectivo para conmemorar el quingentésimo aniversario de la aparición de la segunda redacción de las macarroneas folenguianas, publicadas en Toscolano sul Garda -de ahí el nombre que le he dado la crítica- en 1521.

El título del volumen -que acabo de recibir- remite, por un lado, a Il Baldo padano, traducción inacabada de la redacción Toscolanense a cargo de Giuseppe Tonna, y, por otro, a un paralelismo con Dante que, como señala Otello Fabris en su prefacio a la obra ahora presentada, carece de fines polémicos: "Il titolo della raccolta può sembrare irriverente, inadeguato, provocatorio: ma in questo lavoro c'interessa non tanto misurare le stature di Dante e Folengo, ma le distanze straordinarie di due diverse e antitetiche visioni dell'Inferno, che in Folengo assumono aspetti inquietanti" (p. 8). Fabris, quien firma además varios textos, recuerda que también es el trigésimo aniversario de la fundación de la Asociacion a cargo del excelso filólogo Giorgio Bernardi Perini, y su benemérito esfuerzo por conservar y promover la memoria del Vergilius macaronicus.

El libro, profusa y bellamente ilustrado, se abre con un artículo de Teresa Tonna, hija del traductor aludido, y cuenta con otros de eminentes especialistas como Massimo Zaggia, inolvidable editor de las Macaronee minori folenguianas, quien ofrece aquí una edición crítica del libro VII de la red. Toscolanense. Una traducción de las prosas introductorias a tal obra presenta Stefano Tonietto. A otros aspectos de la redacción (literarios, bibliológicos, históricos) corresponden artículos del citado Otello Fabris, Carole Primot, Enea Pezzini, y Silvia Merigo.

Mi modesta contribución al volumen consiste en un artículo titulado Teofilo Folengo e la critica spagnola del Novecento, donde reviso "le ricerche sviluppate dalla critica spagnola del secolo scorso per ritrovare altre influenze folenghiane -soprattutto attraverso la redazione Toscolanense - nella letteratura vernacola". (p. 183), influencias que conciernen a José de Villaviciosa, El Lazarillo, y Cervantes. También en mi artículo se dan más noticias -correspondientes a la inquietud de Carlo Cordié expresada en 1950- sobre la visita del hermano del autor macarrónico, Giambattista Folengo, a España en 1556 como comisionado papal.

Agradezco, finalmente, a Otello Fabris y al resto de asociados su amabilidad para contar conmigo en este meritísimo libro, y a Otello también por su gentil corrección de mi texto en italiano. Quid contentandum nisi contentamus amigos?


sábado, 2 de diciembre de 2017

CRÓNICA DE LAS GIORNATE DI STUDIO SU TEOFILO FOLENGO CELEBRADAS EN LA SCUOLA NORMALE SUPERIORE DE PISA





El pasado 23 y 24 de noviembre tuve el honor de asistir y participar en las Giornate di studio su Teofilo Folengo a cinquecento anni dalle prime Macaronee celebradas en la Sala Stemmi de la Scuola Normale Superiore de Pisa, y organizadas por el prof. Luca D'Onghia.




Representó para mí la excepcional ocasión de conocer en persona a la plana mayor de los folenguistas que desde los años setenta han encarnado ese tipo tan especial de filólogo que para estudiar la caleidoscópica figura de Folengo necesita una sólida base, como señaló el añorado Giorgio Bernardi Perini en 1977, de filología clásica, románica, italiana y de dialectología, y el conocimiento de cuya obra me ayudó a poner los cimientos de mi tesis sobre la poesía macarrónica en España. Así, pudo oírse las ponencias sucesivas de veteranos folenguistas o folengólogos como Massimo Zaggia, Luca Curti, Lucia Lazzerini, Antonio Daniele y del decano de todos ellos, Mario Chiesa.








Se contó, además, con la presencia de jóvenes especialistas en lexicología, tradición cómica y cosmología renacentista como Federico Baricci, Vincenzo Allegrini, Giuseppe Crimi y Giordano Rodda. De la Universidad de Rennes 2 asistió la doctora Carole Primot, autora de una tesis de próxima publicación sobre la traducción francesa del Baldus de la Vigaso Cocaio en 1605.








Por otra parte, los asistentes fuimos deslumbrados por los conocimientos de Roberto Stringa, bibliófilo y miembro de la Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Merlin Cocai" sobre las editiones principes del Orlandino y del Liber Macaronices o redacción Paganini de las macarroneas folenguianas (1517), cuyo quinto centenario se celebraba en este congreso.



A mí me tocó intervenir el viernes 24 a las 15:45 con una ponencia titulada L'influenza folenghiana nella poesia maccheronica spagnola, que fue calurosamente acogida. Acto seguido, se organizaron dos turnos de mesas redondas. En mi turno defendí la necesidad del estudio y edición de las macarroneas europeas postfolenguianas como medio imprescindible para valorar la recepción europea de Teófilo Folengo, y la propia historia de la lengua vernácula, dada los numerosos casos de retrodataciones y de hápax que yo podía habido atestiguar en el estudio lexical de la macarronea española. Señalé, así, mi pertenencia al grupo de investigadores que, bajo la dirección del prof. José María Maestre Maestre, catedrático de la Universidad de Cádiz, se integra en el grupo de investigación europeo Europa Renascens, cuyo tema de estudio es el latín renacentista y postrenacentista, en el seno del cual se podía encontrar el lugar natural para estas investigaciones. En su intervención Otello Fabris, presidente de la Associazione Internazionale per gli Studi Folenghiani "Amici di Merlin Cocai" promovió la idea de la celebración de un congreso en el Vaticano sobre el Teófilo monje, y autor de obras religiosas, y me presentó como coordinador de dicha Asociación con el mundo académico. Finalmente, Mario Chiesa animó al prof. Zaggia a culminar su meritorio y adelantado trabajo de edición crítica de las redd. Paganini y Toscolanense con una edición comentada. El prof. Zaggia señaló la dificultad del objetivo, y la necesidad, en su opinión, de que el comentario de cada libro fuera encargado a un especialista.







El congreso se cerró, pues, con la esperanza de que continúe la expansión de la filología folenguiana, que tendría como uno de sus hitos, tal como señaló el prof. Zaggia, la edición -necesariamente monumental- interlineal de las cuatro redacciones de las macarroneas folenguianas, y de que haya jóvenes investigadores que tomen el relevo de las viejas generaciones. En cuanto a mí, este encuentro marca un verdadero post quem en mi humilde trabajo de especialista en poesía macarrónica, que espero que siga dando más frutos en el futuro, como la publicación de mi tesis revisada y aumentada, y de mi traducción en proceso del Baldus de la Vigaso Cocaio.